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2.1.3 La variazione nelle lingue speciali

Abbiamo visto che anche le lingue speciali sono influenzate da diverse componenti contestuali, sono cioè soggette a variazione.
In particolare, possiamo parlare di due dimensioni della variazione (Cabré, 1998:140 e segg.; Scarpa, 2001:3 e segg.):
- la dimensione orizzontale: si riferisce al contenuto cognitivo delle discipline e suddivide le lingue speciali in base all’argomento.
In questo senso, possiamo stabilire una prima grande suddivisione tra scienze dure (scienze fisiche) e scienze umane, basata essenzialmente su tre grandi differenze:
a. la diversa natura dei fenomeni esaminati: oggetti misurabili e per lo più immutabili per le scienze dure Vs. oggetti complessi, multiformi e instabili per le scienze umane;
b. la diversa metodologia della ricerca: verifica scientifica Vs. impossibilità di verifica oggettiva;
c. grado di affidabilità dei risultati: quasi assoluti Vs. risultati più vaghi e aleatori.
- la dimensione verticale: costituita da una serie di parametri che influenzano l’uso della lingua speciale in base al contesto della situazione comunicativa. Tali parametri possono essere schematicamente rappresentati nell’acrostico SPEAKING del linguista americano Hymes (vedi acrostico ).
Quindi, a seconda della funzione comunicativa del testo e dei destinatari, le tipologie testuali delle lingue speciali presentano caratteristiche macro e micro strutturali definite da norme e convenzioni ricorrenti.
Secondo Cortelazzo (1994), la dimensione verticale esprime sia diversi livelli di specializzazione testuale all’interno dello stesso ambito di conoscenza, sia la distanza di un testo dalla lingua comune (vedi schema ).
A partire dalla considerazione di quali sono intenzioni comunicative e di chi sono i partecipanti alla situazione comunicativa, possiamo definire il grado di specializzazione di un testo. Gotti (1991) propone questa suddivisione:
a. specialista-altri specialisti
b. specialista/non-specialisti (con finalità esplicative, utilizzando la lingua speciale)
c. specialisti/non specialisti (con finalità esplicative, utilizzando la lingua comune dove possibile).
Partendo sempre da una prospettiva pragmatica, Scarpa (2001:10) individua diverse tipologie testuali che considerano sia la dimensione orizzontale (argomento della disciplina)
sia quella verticale (parametri contestuali). Scarpa distingue due categorie:
a. a livello generale, possiamo distinguere i testi specialistici in base alle funzioni del linguaggio dominanti, secondo lo schema ) di Jakobson;
b. se consideriamo i testi come discorsi, le tipologie testuali fondamentali sono:
- testo espositivo: in cui i concetti sono ordinati logicamente, per analisi-antitesti;
- testo narrativo: in cui l’esposizione segue un ordine cronologico e spaziale;
- testo argomentativo: in cui le idee e le conoscenze sono organizzate per provocare una determinata reazione nel destinatario.
I testi specialistici possono essere soggetti anche ad altri tipi di variazione, seppure in misura minore rispetto alla lingua comune (Cabré, 1998:141 e segg.):
a. variazione diacronica (storica): è interessante notare come due testi scientifici riguardanti lo stesso argomento ma scritti in epoche diverse presentano differenze non solo a livello concettuale (nuove scoperte, progresso..) ma anche sul piano dell’espressione e delle scelte stilistiche;
b. variazione diatopica (geografica): dipende dalla lingua/cultura di riferimento, ma può presentarsi anche all’interno della stessa lingua (Cabré propone l’esempio della diversità tra il vocabolario della chimica e britannico e quello americano). Tuttavia, nell’ambito delle lingue speciali, possiamo osservare una certa facilità di codifica dell’informazione da parte degli specialisti anche all’interno di testi di cui non conoscono bene la lingua. Ciò è dovuto sia alla semplicità sintattica delle lingue speciali, sia ai tentativi di armonizzazione internazionale delle terminologie.



Per citare questo articolo: Veronica Carioni, 2.1.3 La variazione nelle lingue speciali, Breve introduzione alla terminologia, http://farum.it/intro_terminologia/ezine_articles.php?id=15