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1.3 La normalizzazione linguistica


Spesso le terminologie vengono create per soddisfare le necessità immediate di una comunità di parlanti; a volte, quando i termini creati si diffondono, possono sorgere dei problemi di comprensione anche tra parlanti della stessa lingua, dovuti, ad esempio, alla polisemia o alla sinonimia di alcune unità.
La crescita esponenziale del progresso tecnologico degli ultimi decenni ha moltiplicato l’entità di tale problema.
Per questo, fin dalla seconda metà del secolo scorso, si è iniziato a sentire il bisogno di un intervento per regolare l’evoluzione naturale delle lingue speciali. Tale intervento viene chiamato “normalizzazione linguistica” e serve, in primo luogo, a stabilire delle regole formali e d’uso di una lingua (speciale, in questo caso).
Molte volte la normalizzazione linguistica rappresenta solo un aspetto di una più ampia politica linguistica volta a “difendere” o valorizzare una lingua: è il caso, tra gli altri, del catalano in Catalogna, del francese in Québec e ancora del francese in Francia. Analizzeremo ora il caso della Francia.

Per citare questo articolo: Veronica Carioni, 1.3 La normalizzazione linguistica, Breve introduzione alla terminologia, http://farum.it/intro_terminologia/ezine_articles.php?id=10