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4.1 Problemi contenutistici

In generale, bisogna ricordare che ogni campo ha una funzione particolare, molto distinta da quella degli altri campi. Ma vediamo più nel dettaglio quali problemi sono stati riscontrati a livello di contenuto:
- la DEFINIZIONE: è un campo particolarmente ostico ma è molto importante compilarlo con attenzione poiché rappresenta il fulcro della scheda terminologica. La definizione terminologica dev’essere breve e concisa e deve contenere le informazioni essenziali per distinguere il concetto oggetto della scheda dagli altri concetti appartenenti allo stesso dominio (vedi par. 2.3 ). Nel limite del possibile, sarebbe meglio non ricorrere ai dizionari della lingua generale e soprattutto alle enciclopedie, per non riportare definizioni enciclopediche, molte esaustive ma poco adeguate in quest’ambito (vedi esempio ). Le informazioni aggiuntive possono essere riportate nella nota.
La definizione può anche essere elaborata dall’autore consultando una o più fonti attendibili, ma in questo caso è d’obbligo controllare l’ortografia oltre alla correttezza grammaticale e sintattica;
- i SINONIMI: occorre ricordare che la sinonimia totale è molto rara e lo è ancor più nel caso delle lingue speciali (vedi par. 2.3.1.2 ). Per questo motivo, è necessario essere molto prudenti nel redigere questa voce, che non dev’essere compilata obbligatoriamente anche a costo di riportarvi iperonimi, iponimi o quasi-sinonimi (vedi esempio ). È quindi sconsigliata la consultazione di dizionari dei sinonimi e dei contrari e di dizionari della lingua generale; sono da preferire dizionari tecnici e glossari specialistici, da consultare comunque con un occhio critico;
- la SELEZIONE DELLE INFORMAZIONI: si tratta di un problema complesso, che riguarda la scheda nella sua globalità. La selezione dev’essere operata:
- a livello quantitativo: la scheda terminologica dev’essere uno strumento leggibile e fruibile (pensate, ad esempio, ai traduttori sempre “a corto di tempo”) che, di norma, non dovrebbe superare la cartella dattiloscritta. Spesso, nelle schede analizzate, ho riscontrato problemi di selezione quantitativa delle informazioni, soprattutto nel campo nota e contesto. Anche il campo etimologia contiene spesso troppe informazioni e sigle poco chiare (vedi esempio ); è meglio, piuttosto, indicare solo la prima attestazione del termine. Per evitare di riportare informazioni poco pertinenti o ripetute, si può ridurre il testo usando le parentesi quadre […];
- a livello qualitativo: il problema riguarda soprattutto le fonti consultate. Nella maggior parte dei casi, la scheda viene compilata ricorrendo al Web, la più grande banca dati del mondo. Tuttavia, occorre accertarsi dell’affidabilità del sito che consultiamo. Per questo motivo, è consigliabile evitare siti personali o promozionali, Wikipedia (una grande risorsa di conoscenza gratuita che però presenta imprecisioni), blog o pagine tradotte (spesso da traduttori automatici o da traduttori poco scrupolosi). Si dovranno privilegiare i siti istituzionali oppure, nel caso di siti privati (ad esempio, nel caso dell’enologia, di azienda vitivinicole), occorrerà svolgere una ricerca incrociata su più siti o ricorrendo anche alle fonti cartacee.





Per citare questo articolo: Veronica Carioni, 4.1 Problemi contenutistici, Breve introduzione alla terminologia, http://farum.it/intro_terminologia/ezine_articles.php?id=35