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1.2 Nascita e sviluppo della terminologia


La sistematizzazione della terminologia e l’acquisizione dello status di disciplina scientifica sono realtà piuttosto recenti. Tuttavia, la nascita di una attività terminografica risale a tempi più lontani: già nel XVII secolo, infatti, ricercatori come Lavoisier e Linneo realizzano i primi glossari specialistici, volti a garantire una comunicazione più rigorosa nell’ambito rispettivamente della chimica e della botanica e zoologia. Successivamente, nel XX secolo, in seguito alla rivoluzione industriale e allo sviluppo delle tecnologie, all’interesse per la terminologia mostrato dagli uomini di scienza si aggiunge quello dei tecnici e degli ingegneri. Sarà proprio un ingegnere austriaco, Eugen Wüster (1898-1977), a divenire il padre fondatore della terminologia moderna, grazie alla sua tesi pubblicata nel 1931, in cui pone le basi di un teoria della terminologia.
Lo sviluppo della terminologia, quindi, è favorito dai nuovi bisogni linguistici generati da cambiamenti socio-economici (Cabré, 1998:25) quali:
- il rapido sviluppo delle scienze e della tecnologie, che comporta la necessità di creare nuovi termini per denominare nuove realtà;
- la nascita di un nuovo modo di comunicare, che grazie alle tecnologie si diffonde a livello mondiale e che porta alla creazione di nuovi termini ed espressioni;
- la necessità di una terminologia comune per soddisfare i bisogni di una rete di relazioni economiche, politiche e culturali a livello mondiale;
- la standardizzazione dei prodotti a livello globale;
- lo scambio continuo di merci e conoscenze, che obbliga ad affrontare e risolvere la questione del multilinguismo;
- l’importanza e lo sviluppo delle reti di informazioni, e l’urgenza di creare database accessibili, aggiornati e multilingue;
- lo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa, che diffondono in modo generalizzato la terminologia portando a un avvicinamento tra termini specialistici e lessico comune;
- l’intervento degli stati in materia linguistica, che porta alla creazione di organismi ufficiali di standardizzazione terminologica.
Le tappe fondamentali della terminologia moderna sono essenzialmente quattro (Cabré, 1998:27):
1) le origini (1930-1960): vengono enunciati i principi fondamentali e si stabilisce la metodologia del lavoro terminologico, considerando in particolare il carattere sistematico delle terminologie specialistiche (studi di Wüster e Lotte);
2) la strutturazione (1960-1975): innovazioni portate dallo sviluppo dell’informatica che permettono la creazione di database terminologici;
3) lo sviluppo (1975-1985): la terminologia si impone come importante strumento di politica linguistica;
4) nascita di nuove tendenze (dopo il 1985): prospettive legate allo sviluppo delle nuove tecnologie (trattamento automatico della terminologia, database multilingue accessibili on-line) e alla crescita dell’importanza della terminologia per la circolazione dei beni e servizi a livello internazionale (con la conseguente nascita di varie forme di cooperazione internazionale nel campo della ricerca).
Nell’ambito della ricerca terminologica, sono tre le grandi “scuole” che possiamo individuare, diverse per situazione geografica, oggetto di studio, metodologia terminografica, ruolo del terminologo e interazione con le altre discipline (Cabré, 1998:43). Queste tre scuole, secondo Auger (1998, cit. da Cabré, 1998:37), rappresentano tre diverse grandi correnti:
- la terminologia orientata verso la linguistica, rappresentata dalle scuole di Vienna, Praga e Mosca: la prima si fonda sull’opera di Wüster e si occupa prevalentemente della normalizzazione delle nozioni e dei termini, necessaria per la comunicazione tra professionisti, la seconda si interessa principalmente alla descrizione strutturale e funzionale delle lingue di specialità e la terza si occupa di normalizzazione linguistica nell’ambito del contesto di plurilinguismo dell’ex Unione sovietica;
- la terminologia orientata verso la traduzione, corrente che ha influito più di tutte sull’attività terminologica del mondo francofono (Quebec, Canada, Belgio) e sui lavori realizzati dagli organismi internazionali multilingue (CEE, ONU, UNESCO). Questo approccio ha portato soprattutto all’elaborazione di risorse per la traduzione come ad esempio le banche dati per la traduzione specializzata (come ad esempio TERMIUMo IATE, ex EURODICAUTOM);
- la terminologia orientata verso la pianificazione linguistica, che mira a creare organismi politici e linguistici dotati del potere di intervenire anche dal punto di vista legislativo per sostenere la rivalutazione di una lingua minoritaria “in pericolo” (ad esempio il francese in Quebec o il catalano in Catalogna).

Per citare questo articolo: Veronica Carioni, 1.2 Nascita e sviluppo della terminologia, Breve introduzione alla terminologia, http://farum.it/intro_terminologia/ezine_articles.php?id=8